giovedì 19 febbraio 2009

PER SEMPRE


Il tempo non ha sbiadito la tua immagine,

un balenio di ricordi mi porta lontano,

in un vento di grano speziato di papaveri,

dove le nostre corse spezzavano la regolarità del paesaggio.

Poi in un attimo sprofondare abbracciati tra i fili d'erba

e rotolare in un' apnea d'amore.

Eccolo...ieri,

la luce filtrava nel rosone scarlatto della chiesa

e tu sei entrata come un raggio di sole.

E lì che lo sguardo, le parole, sono rimaste nel mio cuore,

in quell'istante sono diventato uomo,

passato, presente, futuro di me stesso.

Oggi ti guardo come allora,

niente è cambiato

e come se il tempo si fosse fermato.

Sei la stella più luminosa del mattino,

sei le parole più belle che io conosca,

sei un giorno senza fine,

sei....per sempre.



Dedicata a mia moglie Roberta.





LE VENT DE PIGALLE


Ce vent

qui nous caresse les visages rougis,

qui nous décoiffe et bouleverse nos souvenirs,

nous ramène loin dans temps,

sur une colline fleurie de genèts,

d'ombres qui poursuivaient les èmotions.

Nous nous sommes connus parmi les brins d'herbe,

dans les eaux limpides d'un ruisseau,

parmi les murs éternels de l'amour.

j'ai vécu notre amour intensément,

sans perdre un instant.

Que le vent de Pigalle revienne caresser nos cheveux, nos pensées

et la mélancolie douce et amère de nos souvenirs.



Stefano Cardarelli

MONTMATRE


Le ciel de plomb de Paris

ne minimisait pas l'image du printemps:

tous le coins étaient des vers de Prévert,

le fond était gris

et l'àme en couleurs.

Des gouttes de pluie

miroitaient sur les pierres muettes de Montmatre.

Dans ce dédale de rues sans temps

les boulevards étaient des étoiles filantes

et des confettis de vie.

Le vieux Batelier voyait couler la Seine

dans ses veines.

Je veux te rappeler comme ça,

mouillée par le pluie

mais sans aucune ride du passé.



Stefano Cardarelli



venerdì 23 gennaio 2009

NEI MIEI OCCHI


E come se parlassi di me stesso
le parole escono dall'anima,
hanno il senso del passare dei giorni,
di quello che vedrò
e quello che tu vedrai.
Tu mi parli dei tuoi sogni
per riempire i miei ricordi,
sei cresciuto nei miei occhi,
tra i tuoi giocattoli e le tue emozioni.
Pensare a te mi rende come l'uomo vitruviano...
un messaggio nel futuro dell'universo.
Mentre le parole escono dall'anima
e le lacrime dal cuore
prenderò le stelle più brillanti del cielo
per i tuoi sogni
e dopo aver dato vita alle parole,
come ogni sera nel respiro della notte,
come ieri...come oggi..come domani...come sempre
ti bacerò la fronte
e sarò l'alba dei tuoi giorni.


A Lorenzo.

domenica 2 novembre 2008

IL RICORDO CHIUSO NELLE PAROLE


La tramontana porta via gli ultimi languori della vinaccia,

il fuoco divora il legno d'olivo e le fiamme volano via.

Da dietro una finestra opaca una voce dolce e pacata

mi racconta di un passato che io non potrei mai immaginare.

Le parole nascondono una celata malinconia,

come una bella giornata al mare che volge al tramonto.

Mentre lo guardo vivo le sue parole e capisco il rimpianto,

quei capelli sono petali grigi che non vogliono appassire.

Le mani tracciano orbite ed orizzonti.

Un rumore ci distoglie dal racconto

mio nonno si alza ed esce dalla stanza.

La stanza si è fatta fredda, il legno di olivo si è fatto cenere...

guardo dalla finestra le stelle...

il vento si è placato,

il languore della vinaccia riallegra il borgo.

Penso alle stelle e alle casa del paese...

al ricordo chiuso nelle parole.




Stefano e Lorenzo Cardarelli.

martedì 14 ottobre 2008

LA CLASSE DI LUCA



La sedia dondola con un ritmo regolare
ogni tanto si ferma....
due mani veloci giocano con il puzzle
un' arte di fare e disfare
e di soffermarsi sui particolari attentamente.
Luca guarda la finestra,
aspetta la pioggia...eccola
un senso di pace lo pervade,
attenua la sua solitudine.
Lo sguardo ritorna alla finestra
la pioggia, il cielo denso di nuvole,
il fragore del tuono è tutto ritorna come prima.
Riprende il ritmo regolare della sedia,
dal suo gomitolo..
guarda furtivamente i compagni,
li osserva rapito da un amore diverso,
sembra distratto e assorto
questo è Luca.
Riprende la pioggia, sempre più forte
una luce improvvisa.. il fragore
ma Luca non ha paura, la sua classe lo difende.
Si, la sua classe, una voce contro i pregiudizi,
una mano di vernice contro il buio del mondo.
La costanza e la pazienza
di entrare in un universo parallelo,
senza modificarne i precari equilibri
di un mondo tante volte senza risposte,
come uno specchio senza immagini
dove l'importante è cogliere l'attimo
e serbarlo nel cuore.
Per un attimo infinito siete stati la mia classe,
adesso a malincuore devo proseguire il mio cammino
senza voltarmi indietro.


Cardarelli Stefano

lunedì 6 ottobre 2008

TI RICORDI.....SI MI RICORDO


Ti ricordi.....si mi ricordo
quando per noi il giorno non aveva mai fine
e i piedi nudi incuranti battevano il tempo
sulle stradine aride e polverose
che si perdevano nel tavolato del Fucino.
Ti ricordi.....si mi ricordo
i giochi in piazza, le urla i fuochi,
le sfide a pallone, te le ricordi
noi piccoli uomini su quel campo di sassi
a rincorrere come ossessi il cuoio sudato.
Poi veniva la notte per riporre i sogni,
la mattina si inforcavano le biciclette
e sparivamo dalla realtà quotidiana
per rifuggiarci tra le macerie dell'arcano villaggio
dilaniato dal tremorio della madre terra
per rincarnare i riti tribali,
le gesta la vita dei nostri avi,
finchè il tramonto non si chiudeva nei nostri occhi.
Un sorriso lacera la mia maschera
qualcosa mi pervade...
quella briosità, quella sete di avventura
che avevo vissuto allora
adesso che parliamo e ci guardiamo negli occhi
e le lacrime ci stringono il cuore
ci fanno tornare indietro nel tempo,
quando l' incoscienza ci avvicinava a Dio
e quell' innata gioia di vita,
colorava le nostre giornate.
Adesso...adesso devo ripartire
guardare il presente,
ma provo lo stesso dolore
che sentivo tanto tempo fa
quando tornavo a Roma dopo le vacanze
e quelle parole senza ritorno
ti ricordi.....si mi ricordo.



Cardarelli Stefano.